venerdì 10 luglio 2015

LA FEMMINILITA' NELLA DANZA E LA DANZA NELLA FEMMINILITA'

mercoledì sera ho partecipato al Festival Culture del Mondo, ed. 2015 a Castenaso (BO): il bellissimo  DILA MELA, che vi invito ad andare a vedere, stasera è l'ultima occasione!
 
Al Festival ho avuto il piacere di avere una decina di bambini ricoperti di brillantini che, dopo aver risvegliato il corpo con un saluto al sole, hanno creato coloratissimi mandala con sabbia colorata e brillantini luccicosi di tantissimi colori..
 
Terminato il laboratorio di yoga per bambini sono cominciati gli spettacoli di danza indiana, è stato molto interessante vedere una kermesse così completa di diversi stili di danza, ogni stile indica una cultura, un zona di origine, e di conseguenza un abbigliamento, dei colori, gioielli, trucco e parrucco adeguato, una musica e degli strumenti specifici di quella zona dell'India.
L'India è così ricca e variegata che è impressionante vedere quanti stili di danza e musica si possono esprimere. Quello poi che affascina di più è vedere come ogni stile esprima una femminilità diversa, un modo di comunicare la propria origine, la propria cultura e il proprio territorio in modo unico.  Il territorio dove viviamo, infatti, mi parla e mi insegna a parlare... nel deserto danzerò e vestirò in un determinato modo, diverso da quello di chi proviene dalle rumorose metropoli indiane come Bombay o Delhi. Ad esempio potete vedere queste immagini di stupende ballerine di danza Kalbeliya:
 
 

 
La danza kalbeliya, dall'omonima tribù del Rajasthan, ci arriva nella sua attuale forma dagli anni '80. La danza consiste in movenze vigorose e a tratti invece più delicate. La danzatrice si muove nello spazio con giri vorticosi, che fanno danzare anche le sue vesti, composte da una gonna e un corpetto neri decorati da specchietti, gioielli, nastri e altre decorazioni. L'abito è rappresentativo dell'appartenenza alla tribù. I suoni della musica che accompagna la danza, così come i movimenti e le espressioni della danzatrice ricordano lo stile gipsy: hanno sapore di deserto, popolazioni nomadi e sole splendente, che si riflette sugli specchietti che adornano la ballerina. Si incontrano qui culture e sapori di terre lontane, è tangibile come questa danza sia frutto di incontri tra mondi culturali che fanno capo alle stesse radici, alla stessa terra, alla stessa sabbia del deserto.
 
Ed ecco invece lo stile metropolitano, che richiama movenze, femminilità e gestualità più occidentalizzate, seppure ancora di sapore orientale. Una danza che sembra nata per lo schermo, per lo stupore, per i fuochi d'artificio e la grande seduzione di massa: è Bollywood!
 
 



 
Questa danza racconta, narra e mima.. come tutte le danze in India narra temi legati alle passioni e alle avventure umane, virtù e difetti che legano tutti noi: passione, gelosia, gioia, amore, tristezza, paura, speranza. Rifacendosi alle imprese eroiche di epopee indiane, come il Mahabarata e il Ramayana, questa danza si fonda con la modernità e la cinematografia, creando una rappresentazione dell'India moderna, al passo con i tempi e alla ricerca dello stile occidentale, seppur legata alle proprie tradizioni e alla propria filosofia. Compaiono ancora i Mudra (gesti sacri e simboli fatti con le mani, usati nello Yoga e nella danza più tradizionale e classica Bharatanatyam).
In questa danza incontriamo, oltre che una narrazione, anche una femminilità che fonde l'arcaico con il moderno, il classico con il folk, l'elegante con il kitch. Osservando le bellissime ragazze che ho visto danzare ho notato come potevano esprimere liberamente la loro femminilità e carica sensuale in modo non volgare, ma anzi molto gioioso e giocoso. Ho apprezzato come il corpo non fosse vissuto come una zavorra, qualcosa da nascondere, ma come la danza potesse far uscire l'autostima e la bellezza di tutti noi, a prescindere dal canone di estetica a cui siamo abituati. Ma probabilmente questo andrebbe applicato ad ogni stile di danza!
Penso che per noi occidentali, quelli non esperti di danza, qualunque essa sia, il Bollywood possa rappresentare una interessante alternativa a tanti corsi che potete trovare in palestra, dalla zumba a chi più ne ha più ne metta, donandoci lo stesso divertimento, la stessa gioia di vivere e di esprimerci, con in più una storia alle spalle che narra di eroi ed eroine, dei, simboli sacri e una ricca cultura spirituale propria dell'India.
 
Infine la danza classica per eccellenza:
Il Bhārata Nātyam è la più antica forma di teatro danza sacra originaria del Sud dell’India. Le sue origini risalgono addirittura al secondo millennio a. C. e attinge al repertorio mitico hindu, in cui le gesta degli dei vengono riproposte con un preciso linguaggio corporeo, codificato a cavallo della nostra era nel Natyashastra, un ampio trattato sulle arti del dramma, della musica e della danza. La tradizione conferisce al Bhārata Nātyam origini divine e, non a caso, in India una delle divinità più importanti è Shiva investe di danzatore cosmico, ossia Shiva Nataraja, il Signore della danza. Tutt’oggi milioni di devoti non riescono a concepire la vita dell’universo senza l’energia sprigionata dalla danza del dio. Il termine Nātyam in sanscrito signifca danza, Bhārata è invece un acronimo delle tre parole BHAva (espressione), RAga (melodia), TAla (ritmo).
Lo stile noto come Bhārata Nātyam è infatti una perfetta sintesi di questi tre elementi.
La danzatrice, o il danzatore, attraverso i movimenti e l’espressività del proprio corpo racconta storie di dèi e di eroi. La vita in tutte le sue forme viene rappresentata attraverso questa meravigliosa forma di yoga in movimento nella quale anche gli occhi danzano.
Il Bhārata Nātyam coinvolge corpo, mente e spirito: la gioia di vivere accompagna il danzatore e lo spettatore!
 
 
 
 
(foto di Mauro Sebregondio)