giovedì 18 dicembre 2014

LA RELIGIONE UNIVERSALE

Ho sempre pensato, fin da piccola, che "qualcosa" doveva esistere, e che questo qualcosa doveva essere di tutti e per tutti. Ho sempre avuto un animo un po' "multiculturale e multireligioso", sarà per questo che ho poi studiato antropologia e sono anche diventata una mediatrice interculturale e interreligiosa. Ritengo che il pensiero e l'idea che Dio sia uguale per tutti, lo stesso amorevole Dio qualunque nome e volto noi decidiamo di dargli, (e che non sarà mai abbastanza veritiero probabilmente), sia un'idea quasi banale, scontata.. eppure così difficile per molti da credere, così difficile per altri da attuare nella vita, portando il giusto rispetto per l'Altro e per il suo credo, cercando di provare un amore universale e incondizionato per l'Energia Divina, anche quando ci troviamo di fronte ad una versione a noi non nota.. se Dio c'è lo si sente, lo si percepisce.. lo si sa nel fondo del nostro cuore. E non basta dirlo: "Dio c'è". Non dipende dalla nostra volontà, dalla nostra decisione presa con il solo uso della ragione, si tratta di energie, di fede, di devozione, di rispetto e di vero amore. Questi sentimenti non rispondono al raziocinio ma solo alla voce della verità. O, usando le 3 parole più importanti che ci insegnò Babaji: alla Verità, alla Semplicità e all'Amore. Sicuramente lo yoga e il suo percorso, oltre agli studi che lo riguardano, aiutano a trovare dentro di noi questo "qualcosa di universale, unico e immanente" che va al di là dei nomi e delle forme. La meditazione, in particolare, è una tecnica spirituale che ci dona, passo passo, questa consapevolezza.. e quando cominci a percepire questa verità, possono venire a dirti qualunque cosa.. ma tu saprai di aver sentito qualcosa di Vero, Eterno, che non può essere spiegato con semplici parole e che non può essere negato solo perché l'uomo ha deciso, sempre con l'uso del raziocinio, di farlo.
Vorrei citare qui uno stralcio di un libricino molto bello, parla di cose grandi con piccole parole, non servono grandi discorsi per parlare di verità e di amore. Il testo è: "Lo Yoga della Conoscenza" e l'autore è Giorgio Furlan, alla pagina 37 scrive:

(...)ogni religione, ogni dottrina, ogni filosofia, presentano ai nostri occhi una parte divina e una parte umana. La parte divina è l'aspetto che vediamo esposto in modo simile nelle varie religioni. Quella umana ha invece un preciso carattere di transitorietà e di trasformazione, che tende cioè a cambiare con il tempo o con il luogo e che ha un atteggiamento diversificante da religione a religione, basandosi sui significati che tengono in considerazione le condizioni essenziali esterne per un miglior risultato interiore dell'individuo. Invece quando qualcuno asserisce, fratello, e qualche volta fa ciò con forte convinzione e intenzione, "la mia religione è la migliore", egli in questo momento mette in luce la parte umana della sua religione, la parte limitante, quella cioè che umanamente è più lontana dall'Aspetto Divino Universale. La Parte Divina è il "comune denominatore", è la base unica di tutte le religioni, è l'aspetto simile in tutti i credi ed in tutte le dottrine, è l'anello di congiunzione tra una corrente religiosa ed un'altra. Quando in una religione si parla di amore cosmico, incondizionato ed esente dall'aspetto egoico, cioè libero da ogni forma di possessività, di arrivismo, di gelosia, o di invidia, possiamo considerare che questa religione è un sentiero rivelato, sacro e quindi un sentiero da poter percorrere, da poter professare senza timore"