venerdì 10 gennaio 2014

IL SUONO, COMUNE DENOMINATORE DELLE RELIGIONI.


Il Papa, la notte del 27 ottobre 1986, durante la Preghiera per la Pace ad Assisi, invitò ogni capo religioso presente a mettere da parte per un attimo il proprio ruolo sociale e politico, a togliere virtualmente l’abito e il copricapo, indossare l’ umile abito dell’uomo semplice di fronte a Dio.

Il Papa invitò i presenti per una sera a non prendere decisioni, a non fare alleanze, a non progettare soluzioni e strategie politiche di dialogo interreligioso, ma a fermarsi e chiedere umilmente aiuto a Dio. La cosa sorprendente e innovativa è che il Papa chiede a ognuno di loro di parlare al proprio Dio con la lingua, il metodo, il rito, la preghiera e la parola che loro conoscono. Chiede ad ognuno di riconoscere la propria identità, la propria umanità di fronte a Dio, nell’intima preghiera solitaria e silenziosa.

Un silenzio che grida, in realtà, al mondo Pace e Umiltà, Fede e Carità.


Io non ero presente, ma leggendo le parole del Papa, che parla di preghiera, digiuno, ricerca spirituale, immagino un silenzio carico di parole, una forza enorme evocata da così tante preghiere fatte all’unisono, ognuna nella propria lingua e secondo la propria tradizione. Non dimentichiamo che c’è un motivo profondo se tutte le religioni del mondo utilizzano la preghiera, tutte danno al suono un significato profondo.

Infatti, come anche dice il Vangelo di Giovanni (1, 1-5)

 

In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
 la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l'hanno accolta
.

 

In principio era il verbo, ovvero la parola, ovvero il suono. Perché dal suono (che è ritmo, forma e colore) tutto prende vita, tutto è luce, suono e forma. Questo lo ritroviamo in tutte le religioni, spiegato in modo diverso, con parole diverse, ma indica la nostra unione e uguaglianza davanti al Dio creatore.

E infatti tutti noi, al di là del Credo, rendiamo Grazie al nostro Dio tramite le parole espresse nelle preghiere.


Nello Yoga, e quindi nella tradizione induista, l'importanza del suono è fondamentale, ed è legato alla recitazione di Mantra, attraverso l'uso del sanscrito, lingua considerata sacra e quindi l'unica "ufficiale" e l'unica utile alla recitazione stessa.

Il Maha Mantra, ovvero il Bij Mantra principale in quanto fu il primo, è il suono AUM (che si pronuncia OM) ed è legato alla creazione, ovvero la tradizione sostiene che questo sia il suono, la vibrazione, che veniva emessa dalla creazione stessa, quindi è il primo suono che fu emesso.

 
Sui piani sottili ogni suono (Nada) ha la sua forma (Rupa), ogni cosa viene creata attraverso un suono, ovvero una vibrazione (Spanda), un movimento della materia primordiale (MulaPakriti), dinamizzata grazie al potere che il Purusha (prinicipio maschile) ha di metterla in moto.


L’ importanza del Maha Mantra è tale che nella maggior parte dei Mantra c’è sempre la parola AUM, e l’AUM stesso è un Mantra, il più sintetico, ma comunque il più importante e più potente.

Inoltre il suo significato non termina qui, infatti le sue tre lettere: A, U, M, sono legate alla Trimurti, ovvero alle tre energie che provengono dallo stesso Dio, Ishvara, queste energie sono: Shiva (energia distruttrice), Vishnu (energia conservatrice) e Brahma (energia creatrice).


Si può quindi intendere qui perché le religioni, tutte, abbiano in comune l'uso del suono, della preghiera, un buon punto di partenza per  una mediazione che parte dal dialogo stesso, fatto in fin dei conti di suoni.